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Il galateo dell’amore: piccola guida per donne “romanticamente ribelli”

Si struggeva dal desiderio di sapere cosa si agitasse in quel momento nell’animo di lui, in che modo egli pensasse a lei e se, ad onta di tutto, gli fosse ancora cara. Forse era stato gentile perché si sentiva a suo agio, eppure c’era stato quel non so che nella sua voce che non somigliava a un senso di agio. Non avrebbe saputo dire se, vedendola, egli avesse provato più gioia o più dolore, ma quel ch’era certo era che non l’aveva veduta con animo indifferente.

 

Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio

 

 

Ci siamo. Non credevo che l’avrei fatto, ma eccoci qui. Nel giorno dell’amore inauguro – con uno spirito tanto divertito quanto frizzante – questo piccolo spazio tutto in rosa, solo per noi. Un appuntamento segreto, un vero e proprio momento di relax, davanti ad una tazza di tè, per scambiarci confidenze, fare due chiacchiere, ridere tra un pasticcino e l’altro e – perchè no – scoprire qualcosa in più su noi stesse. Mi sono posta diverse domande sul rapporto tra uomo e donna, sui costumi e sulla società odierna, ma anche sui libri che ho letto e amato (come non citare la cara zia Jane, che ha celebrato il sentimento più potente al mondo con intere pagine di ironico splendore?) e su ciò che ci insegna poi la vita, a volte (o spesso) così diversa da una favola.

 

 

Ma la domanda è: esiste davvero un galateo dell’amore? Può l’apparenza fondersi con la sostanza? Può un gesto cortese, da parte di un uomo, riempirsi di significato tanto da non apparire banale, scontato o peggio fasullo?

 

 

La mia personale risposta è solo una: si. E non perchè io sia un’inguaribile romantica, ma perchè – appunto – come dice il titolo di questo post, sono una ribelle, forse proprio come te che stai leggendo. Quelle come noi si ribellano facilmente a certi schematismi, alle mode e persino agli uomini che le vogliono stereotipate, ingabbiate, omologate.

 

 

Perciò in questo giorno in cui si festeggia l’amore tra due persone, io festeggio in primis quello per la libertà di essere sempre sé stesse, fino in fondo. Solo così l’amore, quello vero, che invece ci vuole per intero, senza mezze misure, potrà farsi strada e rapirci.

 

 

Se ai tempi di Jane il corteggiamento prevedeva un certo rituale, oggi non esistono regole, si gioca alla roulette russa. Come sopravvivere allora nella giungla dei sentimenti? Io direi di cominciare dalle basi, riavvolgere il nastro, fare un bel respiro e… addentrarci nella selva. Armate. Con tutti i buoni sentimenti di cui siamo capaci.

 

 

Passo dopo passo vedremo insieme come riconoscere un vero gentleman, nell’epoca in cui i gentleman sono una rarità, se non una leggenda. Ci divertiremo a scoprire le abitudini e i deliziosi trucchetti del corteggiamento nell’Inghilterra del secolo scorso, vi racconterò esperienze e segreti, ma anche gioie e dolori di un capitolo che ci accomuna tutte. L’importante è – come dico sempre – continuare ad essere sempre le protagoniste della storia e se poi un Mr. Darcy dovesse inciampare sul nostro cammino, sarà bello sentirsi un po’ come le Elizabeth Bennett del ventunesimo secolo: coraggiose, sempre fuori dal coro e “romanticamente ribelli”.

 

Outfit romantico per San Valentino
Maglia: Rosemunde
Gonna: Little Mistress
Scarpe: Hobbs
Profumo Valledellerose

 

Se anche tu sei in cerca di un servito in porcellana vintage inglese come quello in foto, eccolo qui!

1 commento

  1. Rispondi

    Maria Luisa

    22 febbraio 2018

    Essere se stessi, romanticamente, questa è la chiave, la mia chiave in questo momento. Questo l’atto di ribellione che senza sdolcinatezze ma delicatamente svela quello che veramente c’è in molte di noi. Io l’ sentito così. Bello!

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