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Come nasce un libro illustrato: la storia dietro la storia

Sfogliare un libro illustrato, mentre fuori piove, sorseggiando una tazza di tè o di cioccolata calda: ecco una delle sensazioni più magiche. Ma come nasce davvero un'illustrazione? E un'intera storia illustrata? Me lo chiedete spesso e oggi finalmente lo scopriremo insieme...

Quando ho iniziato il mio incredibile viaggio nel mondo dell'illustrazione avevo appena sedici anni. I primi disegni acquerellati che scoprii – con mia grande meraviglia – furono quelli di Beatrix Potter. Fino ad allora non avevo mai realizzato una vera illustrazione, disegnavo, certo, ma molto spesso i miei soggetti erano nature morte, divinità greche e romane e architetture di ogni genere. Frequentavo il liceo, eppure sentivo di non aver trovato ancora la mia vera identità artistica. Nel tempo libero mi divertivo schizzando bozzetti dei personaggi Disney e questo è tutto.

Ricordo ancora perfettamente la sensazione che provai quando vidi Peter Coniglio. Incanto, stupore, gioia. In quel mondo, nel mondo di Beatrix, mi sentivo a casa. Se c'è una caratteristica che mi contraddistingue è la determinazione e decisi che – anche solo per diletto – avrei imparato la tecnica dell'acquerello. Da quel momento trascorsi un intero anno a buttare via fogli accartocciati, bagnati di lacrime e di ostinazione.

Alla fine, riuscii nell'intento. La scalata iniziale fu durissima, ma la soddisfazione di aver raggiunto un piccolo grande traguardo mi riempì di entusiasmo. Trascorse ancora molto tempo prima della nascita di Quieta Radura e delle sue storie. Quando ebbi la certezza di voler illustrare il primo racconto, sapevo che avrei dovuto affrontare nuovi ostacoli e superare molte prove. Probabilmente il lavoro finale non sarebbe stato eccellente, ma dipingere mi faceva stare bene e questa era l'unica cosa che contava davvero. Mi armai di pazienza, dedizione, passione e proseguii lungo la strada.

Il primo libro che illustrai fu Gelo d'autunno a Quieta Radura. Era un piccolo pezzetto del mio cuore che usciva allo scoperto, fuori nel mondo. Lo amavo follemente.

Per illustrarlo seguii 3 linee guida, a dir poco essenziali.

 

1. Trovare la giusta alternanza fra testo e illustrazioni

Primo step: analizzare il testo, dividerlo in paragrafi blocchi e studiarli attentamente. Testo e illustrazioni devono alternarsi, come in una danza, con estremo equilibrio. Il risultato finale sarà un'armonia.

 

2. Trovare il giusto equilibrio nel numero di illustrazioni

Regola fondamentale: non esagerare nel numero di illustrazioni, ma non fare l'errore contrario. La suddivisione del testo in questo è fondamentale, ogni paragrafo deve contenere non più di dieci righe.

 

3. Trovare la cover perfetta

Sembra un gioco da ragazzi, ma è il lavoro più difficile a mio avviso. Deve essere esplicativa, una sintesi quasi perfetta della storia. Deve svelare, ma non troppo, sintetizzare l'essenza del racconto, racchiudere la sua chiave.

Naturalmente il mio percorso di apprendimento non finirà mai, se c'è una certezza valida per tutti è proprio questa. Ma se state seguendo il corso di acquerello e in particolare avete scelto il mini corso di illustrazione, queste dritte possono farvi comodo.

Ogni sogno può sembrare irraggiungibile solo se non ci credete abbastanza.

 

With love xx

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