Bentornata a casa, Clelia!

Prima di iniziare questo viaggio nei ricordi pubblicando la prima pagina del mio diario londinese, desidero raccontarvi la storia dietro la storia, con un’introduzione ai fatti successivamente accaduti.

Mi sono trasferita in Inghilterra nel 2014, per lavorare sul posto come nanny, ma anche per proseguire i miei progetti editoriali. Ho portato con me una valigia colma di sogni e speranze, piena di pennelli e dipinti di Quieta Radura (potevo non portare con me il mio amato signor Tappalatoppa? Certo che no!), tazze in porcellana, camicie romantiche dai toni pastello, libri di Beatrix Potter e dolcetti senza glutine. Dopo settimane di preparativi e un vero e proprio trasloco in corso, arrivò il giorno della partenza.

Salutai i miei con l’emozione che mi stringeva il cuore in una morsa, eppure una gioia sottile e una buona dose di coraggio mi spingevano a guardare avanti. Filmai il momento in cui l’areo decollò (vi mostrerò il video quanto prima) e ancora adesso mi emoziono infinitamente quando ripenso al preciso istante in cui i miei occhi si sono posati sulle immense distese verdeggianti dell’Inghilterra. Ricordo la magica sensazione di freschezza provata alla vista di quei suggestivi paesaggi. Qualcosa dentro mi investì come un’onda impetuosa e dolcissima e i miei occhi si riempirono di lacrime.

Commossa e felice mi resi conto davvero e per la prima volta che stavo per mettere piede in un paese a me completamente sconosciuto, ma tanto familiare da avvertirlo come la mia casa. Quando scesi dall’aereo (tra l’altro il mio primo viaggio in aereo) una ventata di aria gelida e rigenerante mi travolse. Respirai a pieni polmoni, correndo verso l’entrata dell’aeroporto di Stansted col mio borsone in stile Mary Poppins. Tutto era così nuovo e meraviglioso, non riuscivo a credere di essere atterrata in quella che amo definire nell’unico modo in cui un cuore innamorato possa definire l’oggetto del suo amore: la mia “terra dei sogni”.

Mi sembrava quasi di non avvertire la stanchezza, tanta era la gioia! Dopo aver percorso un bel pezzo di strada in treno, arrivai al centro di Londra e davanti ai miei occhi si stagliò imponente e aggraziata una lady agghindata a festa, fine ed elegante come un quadro. Fu questa la prima impressione che ebbi di “lei”, così antica e signorile, capace di narrare storie segrete che da ogni angolo, da ogni singola pietra raccontano un passato unico, denso di storia.

Mi sentii improvvisamente un tutt’uno con ogni cosa e fu come essere “tornata a casa”. Le luci delle strade di sera, le case vittoriane come le loro finestre tipicamente British, i famosi bus a due piani e le black cabs tirate a lucido, gli alberi e i cespugli di fiori: ogni cosa mi parlava di bellezza. Ero a casa e Londra mi stava dando il suo benvenuto più bello. Sembrava volesse dirmi: “Welcome dear Clelia! Your home is here…”

To be continued…

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedIn

Un commento per “Bentornata a casa, Clelia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *